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Ciao Tata Lucia!
Di Andrea Tognetti (del 13/05/2010 @ 15:43:59, in Comunicazioni, linkato 529 volte)
Quando grazie all'amico Alessio Nannetti, decidemmo di dar vita al nostro blog, mai avrei pensato, dopo alcuni anni, di avere la stessa voglia ed energia per scrivere di pallone, ma soprattutto non mi sarei mai immaginato, che mi sarei fatto anche cantore, di persone che mi stanno a cuore.
Tante persone che hanno fatto la storia della nostra associazione, e al tempo stesso “semplici“ paesani.
Non ne conosco il motivo, ma, di coloro che ho conosciuto, e frequentato, mi piace ricordare anche solo un piccolo particolare, che ne so una sua frase, un suo modo di dire.
Oggi ricordo una persona che ho conosciuto bene, molto bene la “mi Tata Lucia“.
Tante persone che hanno fatto la storia della nostra associazione, e al tempo stesso “semplici“ paesani.
Non ne conosco il motivo, ma, di coloro che ho conosciuto, e frequentato, mi piace ricordare anche solo un piccolo particolare, che ne so una sua frase, un suo modo di dire.
Oggi ricordo una persona che ho conosciuto bene, molto bene la “mi Tata Lucia“.
Inizio con l'ultimo ricordo “il più bello”, quelli brutti cercherò di rimuoverli in fretta, anche se sono tanti e mi ci vorrà tempo e lacrime.
Era una delle tante sere da lupi, di questa “primavera”, e mi trovavo all'Hospice di Pisa, dove Tata, era ricoverata, e dopo una serata a “fargli compagnia” vedendo che stava per addormentarsi, mi ero alzato dalla poltrona, e mi stavo dirigendo verso l'attaccapanni a prendere il giacchetto.
Mi accorsi che Tata, aveva riaperto gli occhi ed allora mi bloccai.
Tata Lucia, mi guardò, e schiuse i pugni poi con la mano mi fece un gesto impercettibile ma eloquente , voleva che mi avvicinassi a lei, io credendo che mi volesse dire qualcosa, con la poca e fioca voce rimasta, mi avvicinai fino quasi a sfiorarle il viso, e Lei...
Sistematesi ed inumiditesi faticosamente le labbra, mi BUTTO' UN BACIO, io vacillante feci altrettanto.
Indossai in fretta il giacchetto, usci dalla cameretta, e dopo aver attraversato il corridoio, infilai le scale, che percorsi di gran carriera.
Una volta fuori, all'aperto, trincerato sotto l'immancabile ombrello, per ripararmi dalla pioggia battente detti libero sfogo alla mia commozione.
Non so quanto tempo trascorse, so che Tata Lucia, mi aveva “salutato per l'ultima volta“ e lo aveva fatto senza clamore, con la consueta semplicità, ed il suo immenso amore.
Non mi sono mai chiesto, chi e quante persone, mi vogliano bene, perché chi me lo vuole, me ne ha sempre dimostrato, senza finzioni, e Tata oltre a dimostrarmelo, me lo... URLAVA.
E' si, quanti “urli”, di gioia esagerata, come di preoccupazione, oppure semplicemente per comunicare.
Tata urlava e baciava, baciava e urlava.
Son convinto che lo faceva anche quando pregava, anzi secondo me lo faceva ancora di più, per farsi sentire bene, forte e chiaro, e tenuto conto della “distanza”... faceva bene.
I rapporti di parentela, certe volte, è inutile negarlo, sono delle mere, visitine nelle feste massicce, ci sono parenti che vedi quando sposi e che li accompagni ai cipressini, che affetto vuoi provare?
Che legame ci potrà mai essere?
Uniti solo da un cognome, ma questa unione oggi vale veramente poco.
Con Tata Lucia, il legame era ed è sempre stato forte, sin dai primi anni di vita, ecco perché, ho vissuto la sua malattia, come mi era successo di vivere quella di mio padre, per certi aspetti ho sofferto ancora di più.
Non credo si tratti di pura casualità, le analogie che durante la malattia hanno assimilato Tata a Babbo, ma qui si entra in un campo privato, del quale essendone geloso, mi tengo stretto e serbo tutto quanto nel profondo del cuore, forse un giorno, da vecchio a qualcuno le racconterò, di certo questa persona non sarà una a caso.
Un tempo alle onoranze funebri, pensava Don Marziale, come di buona norma e regola, ricordando e ripercorrendo le tappe che avevano contraddistinto la vita del defunto, spesso coinvolgendo e commuovendo tutti i presenti.
Oggi che i sacerdoti, sono come su un nastro trasportatore, vanno e vengono, e si alternano nelle parrocchie, i ricordi restano patrimonio privato di ognuno, per Tata Lucia, l'enorme afflusso di persone nella chiesetta della Compagnia a salutarla, e la grande partecipazione alle sue esequie, ha un grande significato, di certo non ha vissuto invano, ed in ognuno, di coloro che l'hanno conosciuta, ha lasciato qualcosa di buono.
Tata Lucia, non mancherà solo a me, Tata mancherà a Terricciola ed ai Terricciolesi.
Non è bello mettere in piazza, situazioni personali, ma per Tata per lo meno questo, lo voglio e lo devo fare, riporto di seguito il mio sms, inviato ad alcuni amici:
“Cosa ti toglie la morte, te lo regala l'eternità. Tata resterà nei cuori di tutti coloro che son passati di Compagnia a salutarla, come il Campanile, il Ponticello e la Ripa.
Muore con lei un pezzo della Terricciola sana, pulita e sincera se nessuno raccoglie il testimone. Un bacio andre “.
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